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Corsi di Molaggio Sensoriale Dinamico

Pagina dedicata ai colleghi odontoiatri

Caro Collega, quanto scritto in tutte le altre pagine e post di questo sito www.molaggioselettivo.it  alias www.samuelporter.it è per informazione e cultura dei pazienti che atterrino sul mio sito web alla ricerca di risposte a loro domande e problemi; e ovviamente che desiderino contattarmi per avere un appuntamento per una visita approfondita.

Questa pagina è invece dedicata a te, odontoiatra, nel giuramento d’Ippocrate.

Per me l’Odontoiatria del futuro acquisirà molto il carattere di una Odontoiatria Neurologica.

Quanto scritto in questo sito per i profani credo sia un utile riferimento iniziale anche per l’odontoiatra che non abbia appannato la fede e la fiducia nel senso medico del suo operare. Contrariamente a quanto generalmente si vuole credere noi odontoiatri NON siamo dei piccoli chirurghi, lo dico nel senso che – secondo me – ci compete più la forma mentis del medico che non quella del chirurgo.

Il fatto che il nostro operare sia visivamente manuale, maschera e nasconde che il nostro pensare sia (o dovrebbe secondo me essere) molto più da medico che non da chirurgo.

L’Odontoiatria Neurologica non è solo per coloro di noi che incentrino la professione soprattutto sulle patologie gnatologiche, cioè le disfunzioni dell’Occlusione e delle ATM, come esperti gnatologi; ma dovrebbe riguardare indistintamente tutti gli odontoiatri.

Avere le cognizioni della R.N.O. (Riabilitazione Neuro Occlusale) del prof Pedro Planas dovrebbe essere d’interesse per tutti. La R.N.O. è fondamentalmente clinica integrale del Sistema StomatoGnatico, capace di restituirci l’essenza medica di quanto professionalmente ci riguarda.

La mia riequilibratura occlusale, il Molaggio Sensoriale Dinamico, si basa sulla R.N.O. di Planas e va oltre raffinandola.

Il Molaggio Sensoriale Dinamico è qualcosa di diverso dal molaggio selettivo classico. Ad uno dei miei corsi, rigorosamente clinico-pratici (vedi oltre), un paio di colleghi mi dissero: “Devi dargli un altro nome. Se etichetti quel che fai col nome di molaggio selettivo, neppure il più volenteroso degli odontoiatri può capire quel che intendi e quel che fai realmente”.

Ricordo con piacere e affetto un caro collega che, partecipando al mio secondo corso di Molaggio Sensoriale Dinamico, mi disse testualmente “Tu fai un molaggio selettivo omeopatico”. Fu anche uno dei tre colleghi presenti al corso ai quali potei giovare con un minimale Molaggio, tant’è che, andati a pranzo tutti insieme, i tre si accorsero di masticare in modo più fluido e confortevole.

Fu per quell’invito che trasformai il nome da “Molaggio Selettivo Dinamico” in “Molaggio Sensoriale Dinamico”.
Il libro, compreso nel costo del corso, fu stampato nel 2014 e conserva il primo nome, ma già affrontando a tutto campo la “Sensorialità”.

Umberto Eco diceva che la tesi di Laurea (ben scritta) è come il maiale: non si butta via nulla e la si riutilizza e approfondisce sempre.

Anche il molaggio selettivo classico (sono io che lo chiamo “classico”) non va buttato affatto via: talora è propedeutico al mio Molaggio Sensoriale Dinamico. Ho detto “talora” perché molte volte se ne può fare a meno, saltarlo, e passare direttamente alla mia tecnica di riequilibratura occlusale, come spiego nel mio corso clinico-pratico.

È banale, ma sempre fondamentale, ricordarci che PRIMA occorre una diagnosi, poi si opera. Il Molaggio Sensoriale Dinamico non fa eccezione.

La tecnica, una volta appresa (poi parlo della curva d’apprendimento) è strabiliante nei risultati curativi e preventivi: a volte un singolo ritocco che dura mezzo secondo, può risolvere una situazione dolorosa; ed è roba da non crederci fino a quando non la si vive in prima persona. Si dovrà rinunciare al prevalere di ragionamenti meccanico-fisici per approdare ad una innovativa sensibilità neurologica. Sappiamo che i denti sono dei sensibilissimi sensori e trasmettono le informazioni al cervello; ma è il cervello che elabora le informazioni, ne certifica la coerenza per poter restituire dei comandi adatti alle azioni muscolari. I contatti interdentali implicano ovviamente vettori di forza che dobbiamo saper interpretare con conoscenze di Fisica, ma sono gli intrecci delle informazioni a giungere al cervello e non i vettori di forza! Questo implica il dover acquisire una mentalità molto più neurologica e molto meno meccanica, dove ciò che sovrasta è l’elaborazione dei segnali in cluster coerenti. Ti invito a leggere i due casi clinici 1° e 2°, che trovi qui sul sito.
Su PubMed trovi invece gli articoli scientifici del Dr Vincenzo De Cicco, che parla di Neurostomatologia da quasi tre decenni.

Coi miei corsi di Molaggio Sensoriale Dinamico guido a incrementare proprio questa mentalità e sensibilità neurologica, a stabilire una correlata confidenza pedagogica col paziente,  e a intrecciare ciò col razionale del Molaggio Sensoriale Dinamico (MO.SE.DIN.).

Strutturazione del CORSO di MO.SE.DIN.

È un corso clinico-pratico.

“Pratico” perché si lavora con le mani.

“Clinico” perché si lavora direttamente in bocca e non su modelli di gesso montati in articolatore.

 

La parte teorica c’è, ma occupa solo la prima mezza delle quattro giornate piene (due weekend per un totale di 32 ore), essendo 28 ore dedicate alla pratica clinica alla poltrona, con bite, cartine colorate, turbine in mano. Sono favoriti coloro che abbiano già conoscenze della R.N.O. di Planas.

Un corso deve avere da un minimo di sei partecipanti a un massimo di dieci, per un’efficace e sostenibile didattica per tutti i discenti. Ogni corsista deve venire premunito con i modelli di gesso e bite inferiore intercuspidato della sua bocca, costruito a discrezione del corsista in occlusione abituale o terapeutica.

Il numero dei corsisti deve essere pari. Si formano da tre a cinque coppie che si alternano nei ruoli di paziente-operatore. Il training consiste nella visita clinica per inquadrare il caso e capire se sia una bocca funzionale o disfunzionale. Nel caso di disfunzione, di che tipo sia e se possa o NON possa essere trattata subito con un Molaggio Sensoriale Dinamico.

Le esercitazioni proseguono funzionalizzando i bite direttamente in bocca, con l’uso della turbina. L’obiettivo è che ogni discente, che sia disfunzionale o meno, arrivi a portare confortevolmente il bite. Per cui si impara sia operando, sia percependo con la propria bocca.

Come docente seguo attivamente tutte le coppie, spiegando come, quando e perché fare o non fare determinate azioni.

Come integrazione clinica: se risulta che alcuno dei discenti sia un disfunzionale trattabile con solo Molaggio Sensoriale Dinamico, previo ovviamente consenso, posso dimostrare io stesso l’applicazione della tecnica di Molaggio Sensoriale Dinamico sui denti naturali dell’interessato; estesamente corredando le mie azioni con spiegazioni di come, quando e perché opero in quel certo modo.

Si potrà eventualmente concordare la presenza di uno o più pazienti, da portare al secondo weekend, e su cui il docente potrà dare dimostrazione di come condurre la visita e come operare un eventuale Molaggio Sensoriale Dinamico se utile, con paziente consenziente.

In fase di training si applicherà solo il momento sottrattivo su bite del Molaggio Sensoriale Dinamico, ma nella realtà della quotidianità professionale ci saranno anche casi in cui sarà necessario – reperita la corretta Occlusione Terapeutica del paziente – precedere con apposizione di compositi (onlay in composito) per rimediare a più o meno importanti sottocclusioni (statiche o dinamiche).

Curva di APPRENDIMENTO

Uno dei miei primi allievi, giovane di 42 anni d’età, ha testualmente detto: “Col Corso di Molaggio Sensoriale Dinamico posso dire che la curva d’apprendimento è stata di circa 8 mesi, per dirmi sufficientemente sicuro di operare nei casi disfunzionali da lievi a medi”.

Un allievo anziano, quasi mio coetaneo, assai ferrato nella Gnatologia e nel molaggio selettivo classico, avendo partecipato alle prime due giornate (sabato e domenica) di corso, il giorno seguente di lunedì proseguì applicando subito la tecnica di Molaggio Sensoriale Dinamico.

È normale che la propria pregressa esperienza incida sui tempi d’apprendimento, ma è certo che ognuno riuscirà a velocizzarli enormemente grazie al razionale e all’efficacia didattica del mio corso clinico-pratico di Molaggio Sensoriale Dinamico.

Caro Collega, se sei interessato ad avere direttamente maggiori dettagli e a partecipare ad un mio corso, scrivimi una mail, utilizzando il form dei Contatti.