Via Tommaso Costa, 16 Formia (LT)

Molaggio sensoriale dinamico

Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco

Il mio rapporto con i pazienti è neuro-pedagogico: nelle problematiche disfunzionali occlusali è ottima cosa che il paziente si renda conto di essere disfunzionale.
“Rendersi conto” è tramutare le sensazioni confuse in parole sensate, razionali. Ed è mio compito anche guidare in questa esperienza di razionalizzazione, che è una speciale forma di apprendimento, perciò di pedagogia, di neuro-pedagogia della bocca.
“Neuro” perché è il nostro sistema nervoso che filtra e classifica le sensazioni in percezioni. Ricordiamo meglio le percezioni se diamo loro un nome, e uno dei miei compiti nei confronti del paziente è anche questo.

Cosa significa essere “disfunzionale”?

Nei casi di disfunzione più complessa

il paziente stesso già si rende conto di essere disfunzionale: non si sente in confort, percepisce rapporti strani fra i suoi denti o addirittura ha dolenzie nel chiudere i denti, nel deglutire, nel masticare. In questi casi il paziente è già consapevole che qualcosa non va e che un odontoiatra gnatologo può aiutarlo.

Nei casi di disfunzione di medio impegno

il paziente non sa di avere una bocca e dei contatti dentali che non funzionano in modo ottimale, perché non ha consapevolezza percettiva di imperfetta occlusione dentale, deglutizione e masticazione, perché sono funzioni in gran parte automatiche.
Comincia ad accorgersene solo quando lo invito a fare con la bocca alcune manovre e alcuni movimenti, sui quali lo invito a portare l’attenzione: gli faccio notare che, grazie al suo sistema nervoso, che tutto comanda, compie un certo movimento in modo adattato ma non ottimale. E un movimento in adattamento può alla lunga portare a un disadattamento: ciò avviene quando i compensi operati dal sistema nervoso non riescono più a pilotare una situazione non ottimale.

Nei casi di disfunzione minimale

il paziente non può prenderne coscienza fino al momento in cui non accetta di avvalersi e sperimentare il mio MOLAGGIO SENSORIALE DINAMICO   (MO.SE.DIN.) Perché questo nome?

Perché MOLAGGIO ?
Perché da alcuni denti disarmonici molo via, sottraggo dallo smalto del dente, una quantità veramente minima di circa 20 micron (un capello è 4 volte più spesso).

Perché SENSORIALE ?
Perché privilegio e interpreto le percezioni del paziente

Perché DINAMICO ?
Perché vaglio solo i movimenti autonomi e non forzo mai la mandibola del paziente.

L’antico saggio cinese Confucio, 2600 anni fa, diceva “Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”.

La percezione è finalizzata al movimento

Nel mio rapporto con i pazienti, per dirla con Confucio, li coinvolgo a fare la loro parte,
infatti dopo ogni rimodellamento chiedo :

·       Sciacqui, pulisca bene la bocca per favorire la consapevolezza delle percezioni, rilassare i muscoli e favorire una motricità rilassata;
·       Chiude meglio dopo il ritocco che ho appena fatto?
·       Strofini i denti a destra e a sinistra; il movimento lo sente più scorrevole rispetto a prima?
·       Apra al massimo la bocca, e poi in modo LENTISSIMO vada in chiusura e mi dica se avverte contatti contemporanei sui due lati o se un lato tocca prima.

Queste e altre mie richieste rendono il paziente ATTIVO nella motricità e nelle percezioni:  “se tu paziente fai, tu paziente capisci

Molto spesso accompagno al fare delle spiegazioni razionali: il mio scopo è che il paziente NON sia un soggetto passivo nelle mie mani di odontoiatra gnatologo, ma che diventi l’attore principale e regista insieme a me, della sua salute. Tutto ciò ha per me un grande valore terapeutico e preventivo.

Pierre Janet diceva che “La percezione è una azione bloccata, rimandata”; e questa frase ci ricorda che percezione e movimento SONO un tutt’uno, anche se per necessità del parlare le dividiamo come se fossero due.
Possiamo dirlo anche così: la percezione è finalizzata al movimento.

Ora quel che chiedo al paziente di fare insieme a me, è un lavoro attivo che lo porta a sbloccare la motricità: le nuove percezioni, che i miei leggeri ritocchi creano, attivano nuove azioni, movimenti mandibolari che prima il sistema nervoso evitava, perché sapeva che avrebbero portato a scontri, micro-traumi fra i denti.

Il paziente acquista infine una percezione fluida dei movimenti della mandibola, non più bloccati, e contatti interdentali coerenti senza traumi. Così il mio Molaggio Sensoriale Dinamico recupera la perduta buona sensorialità del movimento mandibolare, fortemente condizionato da ottimali contatti dentali.

“Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”.